che sia una spugna a dare il ritmo alla mia vita

che sia una spugna a dare il ritmo alla mia vita
una scatola di meccanico
alcuni pezzi di lego montati alla rinfusa
che sia un giaciglio a farmi da caserma
un podere ad accogliere i miei tormenti
una scuola a focalizzare l'angoscia
che sia una donna a sorridermi e a non dire nulla di più
del tempo che trascorre
che sia una donna a segnare il passo alla mia povertà
che di notte attraversi fiumi di catrame
e veda dighe ogni giorno più asciutte
piante finocchi
file e file di granturco
con gocce d'acqua a cadere come il fumo di un metronomo
che la parola esca scarna dalle unghia
la voce roca
il pallido muggire di una stalla riempia le battute
di un orchestra


stanotte l'aria l'hanno carcerata
e nei jeans sento il fuoco
che stringe l'estate
ho sbagliato molto non solo i pantaloni
ma adesso le canne ondeggiano al vento



(2008)