Facciabuco (Facebook for dummies)

Facebook facts

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E chi la vuole cotta, e chi la vuole cruda, se è cruda è troppo cruda, se è cotta non è abbastanza al dente.

Si stava peggio quando si stava meglio, però adesso non è poi così male.

E i blog e i cazzi e i mazzi.

E i gruppi contro i cani scorticati e quelli contro chi scortica i cani ma anche un po’ contro il Papa che non c’entra niente ma è sempre un buon argomento.

E i biscotti della fortuna e le Farmvilles.

E adesso che cazzo scrivo nello status ?

E Canale cinque e il Grande Fratello che ha rotto i maroni però se mi chiamano ci vado.

E sei stato taggato in una foto insieme a Charles Manson ma anche insieme all’amante di un tuo amico.

E quelli che si alzano col piede sinistro ma anche quelli che stanno  sotto le coperte finchè possono.

E però la netiquette direbbe che..  e ci si pulisca il culo (cit. Totò)

E il crocifisso nelle aule e i minareti nelle città, ma in chissenefrega.

Non chiamarli trans. Allora come li chiamiamo : “diversamente sessuati” ?

E i gruppi bufala e la chat di facebook ma anche un po’ Chuck Norris.

E chi è questa zoccolona ? Non la conosco ma ha delle belle tette..

E quando c’era D’alema.. si ma adesso c’è Berlusconi, si:  però anche Marrazzo..

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Lino Guanciale:un attore di talento tra cinema e teatro


Lino Guanciale ha interpretato Mozart nel film di Carlos Saura "Io Don Giovanni" presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, ha recitato a fianco di Riccardo Scamarcio, in "La prima linea" di Renato De Maria e dal 1 al 6 dicembre lo potremo vedere al teatro India di Roma in "Omaggio a Koltès". Vive qui a Roma perchè metà della sua famiglia ,la parte della madre, è di Roma, ma in realtà è nato ad Avezzano in Abruzzo, terra a cui è molto legato. Il corriere del web lo ha incontrato.

Ciao Lino, parlaci della tua formazione artistica, perchè hai fatto l'attore, e cosa vuol dire per te fare l'attore.

Ho iniziato a pensare di fare l'attore che ero molto piccolo, ma in realtà ho deciso relativamente tardi. Fino a 19 anni volevo fare il medico, ero anche entrato alla facoltà di medicina qui di Roma, ma l'ultimo giorno in cui bisognava iscriversi, dissi a miei che volevo fare altre cose, in effetti fu galeotto il laboratorio teatrale fatto durante l'ultimo anno delle superiori per togliersi lo sfizio in realtà fu una stura da qualcosa che era latente da anni. Ho fatto Lettere alla Sapienza e poi sono entrato all' Accademia Silvio D'amico, dove mi sono diplomato sei anni fa nel 2003 e da allora ho iniziatoa lavorare subito e tantissimo in teatro: prima con Proietti in "Romeo e Giulietta" lo spettacolo che inaugurò il Globe, poi ho iniziato a fare compagnia con il regista Claudio Longhi, con il quale collaboro tuttora. Claudio all'epoca faceva il regista per la compagnia Degli incamminati con Franco Branciaroli, è stata una grossa scuola, in seguito ho lavorato con Ronconi a Torino durante il progetto olimpico del 2006, e con la compagnia stabile che si era provato a fare anni fa, ho conosciuto in questi anni Massimo Popolizio con il quale collaboro spesso, e con grande stima e piacere reciproco. Teatralmente ho fatto molte cose e tutte piuttosto importanti. Da un paio di anni con Claudio Longhi, abbiamo fatto compagnia insieme. Io,in questi anni, ho fatto teatro per scelta, anche evitando di distrarmi facendo altre cose, ad esempio ho voluto non fare alcune cose televisive, credo sia indubbio che un attore cresce tanto se si forma teatralmente in maniera forte.


Tu hai girato il film "Io Don Giovanni" di Carlos Saura che è stato presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, e interpretavi un personaggio molto famoso : Wolfagang Amadeus Mozart. Come ti ha "trovato" Carlos Saura, e come ti sei preparato ad interpretare un personaggio così noto.

La cosa è divertente, io prima di fare "Io Don Giovanni" avevo fatto solamente un'altra piccola cosa, L'Unione Italiana Casting, seleziona ogni anno un po' di ragazzi per fargli fare un film a episodi promozionale, e nel 2004 io avevo fatto uno di questi che si chiamava "Colpo di pistola", e poi non avevo fatto altre cose.

Nel maggio dello scorso anno mi chiamò Laura Muccino, perchè sapeva che io suonavo il pianoforte, mi disse che serviva un attore che sapesse anche suonare un po' il piano...per cosa non mi fu detto. Andai là a fare questo provino, dove c'era anche Lorenzo Balducci (nel film interpreta Lorenzo Da Ponte il librettista del Don Giovanni di Mozart). Passa un po' di tempo, mi dicono che Carlos Saura stava cercando un ragazzo per interpretare Mozart, aveva visto il mio provino , gli era piaciuto e mi voleva incontrare, c'è stato quindi un secondo provino con Carlos, e quindi mi hanno preso per fare il film. Ci sono degli aneddoti rocamboleschi sulle mie uscite sul set, ad esempio alla prova costume ho sbagliato prova è ho fatto la prova con le comparse,entrai in una grande stanza dove il ragazzo della costumeria mi ha dato dei panni da contadino, e io pensavo..mi piace questa cosa siamo tutti insieme, poi l'aiuto regista mi ha riconosciuto e ha detto ma devi fare Mozart che stai a fare qui! Mi hanno imparruccato a dovere, vestito come una specie di punk settecentesco. Io comunque l'interpretazione l'ho affrontata un po' in maniera punk, nel senso che io Mozart lo conoscevo per aver studiato musica da bambino e poi da ragazzo, e attraverso altre letture musicali mie di questi anni, per cui non mi sono particolarmente documentato per il film, ho lavorato su quella che era la mia memoria su Mozart, per far venir fuori la cosa più originale, e più mia possibile, volevo fare un lavoro in cui mi riconoscessi, volevo rendere non tanto la mimica di Mozart, ma il suo entusiasmo, la sua passione, del divertimento, dell'allegria, e della necessità di fare musica che questo gigante aveva e che ha fatto arrivare fino a noi. Mi sono preparato, anche dimenticando come lo avevano interpretato altri attori, perchè credo sia un po' un ostacolo, ad esempio Tom Hulce nel bellissimo film "Amadeus" di Milos Forman, aveva fatto un lavoro di un certo tipo, anche un lavoro importante, però essendo il taglio del film di Saura diverso, con un Mozart preso già negli ultimi anni della vita, io preferito fare più di testa mia. Sul set mi sono trovato benissimo, Carlos Saura è una persona rara, straordinaria, il maestro Vittorio Storaro mi sono trovato molto bene. C'era un clima di lavoro idela non avrei potuto chiedere un esordio più facile.


Hai anche interpretato il personaggio di Piero, nel film "La prima linea" di Renato De Maria, con Scamarcio e la Mezzogiorno. Il primo film sul terrorismo di sinistra meno conosciuto, rispetto alle brigate rosse. Il tuo personaggio non era nel libro di Sergio Segio "Miccia corta" ma è stato inventato dagli sceneggiatori del film. Dimmi come ti sei accostato ad un personaggio di fantasia questa volta.

Il film è dichiaratamente una lettura da un punto di vista piuttosto segnato di quegli anni. Renato De Maria quando ha immaginato il film, poi ha iniziato a parlarne e a scriverlo con Sandro Petraglia, dall'inizio ha scelto di impostare il discorso sul rapporto con i sentimenti, e sul percorso di glaciazione nei motivi sentimentali di chi ha scelto la lotta armata come strada di militanza politica, e come se questi terroristi vengano sempre considerati, aventi rapporti con la vita filtrati da un vetro e Renato è riuscito molto bene a rendere questo rapporto con la realtà da parte dei personaggi del film. Quindi dichiaratamente l'impostazione non è filologico storica, anche se Renato ha tenuto a dire in conferenza stampa, perchè è importante, che c'è un radicamento storico forte nel film, non si raccontano bischerate, all'inizio del film si dice che il terrorismo di sinistra sopratutto quello che ha una storia di militanza operaia come Prima linea, nasce come reazione alle stragi di stato deglia nni 1969-1974, ed è un messaggio forte perchè questa è una cosa storicamente acclarata, accettata e accertata, però poi si manca sempre di parlare di quegli avvenimenti, quindi a prescindere da come la si pensi su questo film, che giustamente suscita dicussione, la cosa importante è con questo film, siamo costretti noi italiani a riconfrontarci , cosa che non facciamo mai, con quegli anni in cui i ragazzi si prendevano a sampietrinate per la politica. Il mio personaggio Piero nasce come invenzione poetica in senso letterario, una creazioen di chi ha scritto la sceneggiatura, per fornire un controaltare etico alla scelta dei terroristi, è una specie di doppio del personaggio interpretato da Scamarcio, entrambe questi ragazzi sono da giovanissimi membri del servizio d'ordine di Lotta continua, poi il mio personaggio sceglie una strada di militanza politica costante, ma democratica, mentre invece il personaggio interpretato da Scamarcio (Sergio Segio) prende la strada della lotta radicale con le armi. il personaggio Piero serve molto plausibilmente a controbilanciare la scelta dei terroristi, anche mettendo sul piatto il fatto che non è vero che in quegli anni non ci fosse chi avesse una posizione di contestazione, ma comunque democratica, Edoardo Sanguineti dice "Il terrorismo in quegli anni,hai in un certo senso tagliato le gambe a quegli elementi critici di contestazione culturale" in effetti se avevi una posizione contraria a quella del potere immdiatamente venivi etichettato come terrorista. la cosa importante del film è che non si si nasconde da questo dato di fatto, cioè che il terrorismo ha fatto un favore in realtà al sistema di conservazione culturale, perchè ha dato il destro per giustificare qualunque cosa in nome della sicurezza, e sopratutto ha inibito il fiorire di certe idee, la prima linea è un film sul quale si può essere più o meno d'accordo sull'impostazione anche etica, ma che se ne parli di quegli anni è comunque una cosa sana. Renato e gli sceneggiatori hanno voluto vedere solo il provino di Piero, proprio perchè era il personaggio più delicato per loro, io ne ho dato un immagine non di uno che finisce a lavorare al bar perchè fallisce il suo sogno politico, no, è uno che ci crede tanto da poter dire:io faccio una vita normale e democraticamente porto avanti delle idee anche molto forti e per certi versi estreme. Io mi sono molto riconosciuto in questo personaggio,al quale non ho voluto dare il taglio, che era un po' banale e ovvio, amio avviso, che finisce a lavorare in un bar perchè la vita è così..fa il contestatore fino a 25 anni e poi.. è una persona che semplicemente dice: bisogna dire la propria, bisogna contestare, bisogna cambiare la realtà ma non bisogna uccidere nessuno. Sono contento che "la prima linea" susciti dicussioni, perchè bisogna smuoverla l'acqua in questo paese su certi periodi e su certi argomenti.


Dal 1 al 6 dicembre sarai in scena, qui a Roma, al Teatro India con "Omaggio a Koltès". Parlaci di questo spettacolo.

A venti anni dalla morte di Bernard Marie Koltés (Metz 1948-Parigi 1989), che forse è il più importante drammaturgo contemporaneo, oggi un po' in oblio, ma che in vita è stato uno degli uomini più popolari degli anni 80', mettiamo in scena tre spettacoli tratti dai testi suoi, scelti in questo modo: il suo capolavoro più riconosciuto " La solitudine dei campi di cotone" testo a cui ha lavorato fino agli ultimi anni, Koltés è morto di aids a 41 anni, "Sallinger" che è un testo che ha scritto ispirandosi al "Giovane Holden" di Salinger, e "Voci sorde" che i realtà era un radio-dramma, scritto tra i suoi primi testi, forse il secondo in assoluto, per dare uno spettrod ella sua produzione dagli anni degli esordi, fino a quelli della maturità, ma anche far vedere al pubblico, come ci fossero dei fili tematici già dall'inizio della sua produzione , fino ad arrivare alle ultime opere.

In "La solitudine dei campi di cotone" siamo due attori, io e Luca Micheletti. in "Voci sorde" siamo in 4 oltre a me e a Luca si aggiungono, Diana Manea e Claudia Scaravonati, in "Sallinger" oltre a noi 4 se ne aggiungono altri 4 : Fausto Capra e Valentina Bartolo, Adolfo Micheletti, e Donatella Allegro. La regia è di Claudio Longhi. Sono dunque tre spettacoli, che abbracciano tutta la sua produzione, per far vedere come certi nodi fondamentali come i discorsi sull'amore, l'eros, il desiderio, e la politica siano cresciuti nel tempo come elaborazione e resa dai primi tempi agli ultimi. Abbiamo pensato che fosse un omaggio doveroso ad uno dei nostri autori cult.


Lino pensi che gli attori debbano avere una funzione sociale?

Si certo secondo me fare l'attore una funzione sociale ce l'ha, profonda, non può essere una scelta solo esibitiva, chi fa l'attore non può dimenticare che una responsabilità se la prende, perchè quando sei di fronte a delle persone a dire loro delle cose, diventi un riferimento, per cui tanto vale scegliere da subito che cosa e che utilità dare a quello che si dice. Bisognerebbe che tutti gli attori, andassero nelle scuole a parlare con i ragazzi, io lo faccio da anni, per riavvicinarli un po' al teatro. Il pubblico teatrale, oggi, ha un'età media un po' alta, e i ragazzi pensano al teatro come un'alternativa ad altre cose, mentre il teatro ha un'utilità e una necessità proprie molto forti, è rimasto l'unico luogo in cui si può dialogare faccia faccia con le persone. Quindi magari invece di ragionare sul fatto dei teatri vuoti, sui numeri, tornare a ragionare sulla formazione del pubblico teatrale è un discorso diretto soprattutto ai dirigenti di teatri e ai ministri etc. ma con gli attori che ci vadano a mettere la faccia.


Miriam Comito

Lino Guanciale:un attore di talento tra cinema e teatro


Lino Guanciale ha interpretato Mozart nel film di Carlos Saura "Io Don Giovanni" presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, ha recitato a fianco di Riccardo Scamarcio, in "La prima linea" di Renato De Maria e dal 1 al 6 dicembre lo potremo vedere al teatro India di Roma in "Omaggio a Koltès". Vive qui a Roma perchè metà della sua famiglia ,la parte della madre, è di Roma, ma in realtà è nato ad Avezzano in Abruzzo, terra a cui è molto legato. Il corriere del web lo ha incontrato.

Ciao Lino, parlaci della tua formazione artistica, perchè hai fatto l'attore, e cosa vuol dire per te fare l'attore.

Ho iniziato a pensare di fare l'attore che ero molto piccolo, ma in realtà ho deciso relativamente tardi. Fino a 19 anni volevo fare il medico, ero anche entrato alla facoltà di medicina qui di Roma, ma l'ultimo giorno in cui bisognava iscriversi, dissi a miei che volevo fare altre cose, in effetti fu galeotto il laboratorio teatrale fatto durante l'ultimo anno delle superiori per togliersi lo sfizio in realtà fu una stura da qualcosa che era latente da anni. Ho fatto Lettere alla Sapienza e poi sono entrato all' Accademia Silvio D'amico, dove mi sono diplomato sei anni fa nel 2003 e da allora ho iniziatoa lavorare subito e tantissimo in teatro: prima con Proietti in "Romeo e Giulietta" lo spettacolo che inaugurò il Globe, poi ho iniziato a fare compagnia con il regista Claudio Longhi, con il quale collaboro tuttora. Claudio all'epoca faceva il regista per la compagnia Degli incamminati con Franco Branciaroli, è stata una grossa scuola, in seguito ho lavorato con Ronconi a Torino durante il progetto olimpico del 2006, e con la compagnia stabile che si era provato a fare anni fa, ho conosciuto in questi anni Massimo Popolizio con il quale collaboro spesso, e con grande stima e piacere reciproco. Teatralmente ho fatto molte cose e tutte piuttosto importanti. Da un paio di anni con Claudio Longhi, abbiamo fatto compagnia insieme. Io,in questi anni, ho fatto teatro per scelta, anche evitando di distrarmi facendo altre cose, ad esempio ho voluto non fare alcune cose televisive, credo sia indubbio che un attore cresce tanto se si forma teatralmente in maniera forte.


Tu hai girato il film "Io Don Giovanni" di Carlos Saura che è stato presentato all'ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, e interpretavi un personaggio molto famoso : Wolfagang Amadeus Mozart. Come ti ha "trovato" Carlos Saura, e come ti sei preparato ad interpretare un personaggio così noto.

La cosa è divertente, io prima di fare "Io Don Giovanni" avevo fatto solamente un'altra piccola cosa, L'Unione Italiana Casting, seleziona ogni anno un po' di ragazzi per fargli fare un film a episodi promozionale, e nel 2004 io avevo fatto uno di questi che si chiamava "Colpo di pistola", e poi non avevo fatto altre cose.

Nel maggio dello scorso anno mi chiamò Laura Muccino, perchè sapeva che io suonavo il pianoforte, mi disse che serviva un attore che sapesse anche suonare un po' il piano...per cosa non mi fu detto. Andai là a fare questo provino, dove c'era anche Lorenzo Balducci (nel film interpreta Lorenzo Da Ponte il librettista del Don Giovanni di Mozart). Passa un po' di tempo, mi dicono che Carlos Saura stava cercando un ragazzo per interpretare Mozart, aveva visto il mio provino , gli era piaciuto e mi voleva incontrare, c'è stato quindi un secondo provino con Carlos, e quindi mi hanno preso per fare il film. Ci sono degli aneddoti rocamboleschi sulle mie uscite sul set, ad esempio alla prova costume ho sbagliato prova è ho fatto la prova con le comparse,entrai in una grande stanza dove il ragazzo della costumeria mi ha dato dei panni da contadino, e io pensavo..mi piace questa cosa siamo tutti insieme, poi l'aiuto regista mi ha riconosciuto e ha detto ma devi fare Mozart che stai a fare qui! Mi hanno imparruccato a dovere, vestito come una specie di punk settecentesco. Io comunque l'interpretazione l'ho affrontata un po' in maniera punk, nel senso che io Mozart lo conoscevo per aver studiato musica da bambino e poi da ragazzo, e attraverso altre letture musicali mie di questi anni, per cui non mi sono particolarmente documentato per il film, ho lavorato su quella che era la mia memoria su Mozart, per far venir fuori la cosa più originale, e più mia possibile, volevo fare un lavoro in cui mi riconoscessi, volevo rendere non tanto la mimica di Mozart, ma il suo entusiasmo, la sua passione, del divertimento, dell'allegria, e della necessità di fare musica che questo gigante aveva e che ha fatto arrivare fino a noi. Mi sono preparato, anche dimenticando come lo avevano interpretato altri attori, perchè credo sia un po' un ostacolo, ad esempio Tom Hulce nel bellissimo film "Amadeus" di Milos Forman, aveva fatto un lavoro di un certo tipo, anche un lavoro importante, però essendo il taglio del film di Saura diverso, con un Mozart preso già negli ultimi anni della vita, io preferito fare più di testa mia. Sul set mi sono trovato benissimo, Carlos Saura è una persona rara, straordinaria, il maestro Vittorio Storaro mi sono trovato molto bene. C'era un clima di lavoro idela non avrei potuto chiedere un esordio più facile.


Hai anche interpretato il personaggio di Piero, nel film "La prima linea" di Renato De Maria, con Scamarcio e la Mezzogiorno. Il primo film sul terrorismo di sinistra meno conosciuto, rispetto alle brigate rosse. Il tuo personaggio non era nel libro di Sergio Segio "Miccia corta" ma è stato inventato dagli sceneggiatori del film. Dimmi come ti sei accostato ad un personaggio di fantasia questa volta.

Il film è dichiaratamente una lettura da un punto di vista piuttosto segnato di quegli anni. Renato De Maria quando ha immaginato il film, poi ha iniziato a parlarne e a scriverlo con Sandro Petraglia, dall'inizio ha scelto di impostare il discorso sul rapporto con i sentimenti, e sul percorso di glaciazione nei motivi sentimentali di chi ha scelto la lotta armata come strada di militanza politica, e come se questi terroristi vengano sempre considerati, aventi rapporti con la vita filtrati da un vetro e Renato è riuscito molto bene a rendere questo rapporto con la realtà da parte dei personaggi del film. Quindi dichiaratamente l'impostazione non è filologico storica, anche se Renato ha tenuto a dire in conferenza stampa, perchè è importante, che c'è un radicamento storico forte nel film, non si raccontano bischerate, all'inizio del film si dice che il terrorismo di sinistra sopratutto quello che ha una storia di militanza operaia come Prima linea, nasce come reazione alle stragi di stato deglia nni 1969-1974, ed è un messaggio forte perchè questa è una cosa storicamente acclarata, accettata e accertata, però poi si manca sempre di parlare di quegli avvenimenti, quindi a prescindere da come la si pensi su questo film, che giustamente suscita dicussione, la cosa importante è con questo film, siamo costretti noi italiani a riconfrontarci , cosa che non facciamo mai, con quegli anni in cui i ragazzi si prendevano a sampietrinate per la politica. Il mio personaggio Piero nasce come invenzione poetica in senso letterario, una creazioen di chi ha scritto la sceneggiatura, per fornire un controaltare etico alla scelta dei terroristi, è una specie di doppio del personaggio interpretato da Scamarcio, entrambe questi ragazzi sono da giovanissimi membri del servizio d'ordine di Lotta continua, poi il mio personaggio sceglie una strada di militanza politica costante, ma democratica, mentre invece il personaggio interpretato da Scamarcio (Sergio Segio) prende la strada della lotta radicale con le armi. il personaggio Piero serve molto plausibilmente a controbilanciare la scelta dei terroristi, anche mettendo sul piatto il fatto che non è vero che in quegli anni non ci fosse chi avesse una posizione di contestazione, ma comunque democratica, Edoardo Sanguineti dice "Il terrorismo in quegli anni,hai in un certo senso tagliato le gambe a quegli elementi critici di contestazione culturale" in effetti se avevi una posizione contraria a quella del potere immdiatamente venivi etichettato come terrorista. la cosa importante del film è che non si si nasconde da questo dato di fatto, cioè che il terrorismo ha fatto un favore in realtà al sistema di conservazione culturale, perchè ha dato il destro per giustificare qualunque cosa in nome della sicurezza, e sopratutto ha inibito il fiorire di certe idee, la prima linea è un film sul quale si può essere più o meno d'accordo sull'impostazione anche etica, ma che se ne parli di quegli anni è comunque una cosa sana. Renato e gli sceneggiatori hanno voluto vedere solo il provino di Piero, proprio perchè era il personaggio più delicato per loro, io ne ho dato un immagine non di uno che finisce a lavorare al bar perchè fallisce il suo sogno politico, no, è uno che ci crede tanto da poter dire:io faccio una vita normale e democraticamente porto avanti delle idee anche molto forti e per certi versi estreme. Io mi sono molto riconosciuto in questo personaggio,al quale non ho voluto dare il taglio, che era un po' banale e ovvio, amio avviso, che finisce a lavorare in un bar perchè la vita è così..fa il contestatore fino a 25 anni e poi.. è una persona che semplicemente dice: bisogna dire la propria, bisogna contestare, bisogna cambiare la realtà ma non bisogna uccidere nessuno. Sono contento che "la prima linea" susciti dicussioni, perchè bisogna smuoverla l'acqua in questo paese su certi periodi e su certi argomenti.


Dal 1 al 6 dicembre sarai in scena, qui a Roma, al Teatro India con "Omaggio a Koltès". Parlaci di questo spettacolo.

A venti anni dalla morte di Bernard Marie Koltés (Metz 1948-Parigi 1989), che forse è il più importante drammaturgo contemporaneo, oggi un po' in oblio, ma che in vita è stato uno degli uomini più popolari degli anni 80', mettiamo in scena tre spettacoli tratti dai testi suoi, scelti in questo modo: il suo capolavoro più riconosciuto " La solitudine dei campi di cotone" testo a cui ha lavorato fino agli ultimi anni, Koltés è morto di aids a 41 anni, "Sallinger" che è un testo che ha scritto ispirandosi al "Giovane Holden" di Salinger, e "Voci sorde" che i realtà era un radio-dramma, scritto tra i suoi primi testi, forse il secondo in assoluto, per dare uno spettrod ella sua produzione dagli anni degli esordi, fino a quelli della maturità, ma anche far vedere al pubblico, come ci fossero dei fili tematici già dall'inizio della sua produzione , fino ad arrivare alle ultime opere.

In "La solitudine dei campi di cotone" siamo due attori, io e Luca Micheletti. in "Voci sorde" siamo in 4 oltre a me e a Luca si aggiungono, Diana Manea e Claudia Scaravonati, in "Sallinger" oltre a noi 4 se ne aggiungono altri 4 : Fausto Capra e Valentina Bartolo, Adolfo Micheletti, e Donatella Allegro. La regia è di Claudio Longhi. Sono dunque tre spettacoli, che abbracciano tutta la sua produzione, per far vedere come certi nodi fondamentali come i discorsi sull'amore, l'eros, il desiderio, e la politica siano cresciuti nel tempo come elaborazione e resa dai primi tempi agli ultimi. Abbiamo pensato che fosse un omaggio doveroso ad uno dei nostri autori cult.


Lino pensi che gli attori debbano avere una funzione sociale?

Si certo secondo me fare l'attore una funzione sociale ce l'ha, profonda, non può essere una scelta solo esibitiva, chi fa l'attore non può dimenticare che una responsabilità se la prende, perchè quando sei di fronte a delle persone a dire loro delle cose, diventi un riferimento, per cui tanto vale scegliere da subito che cosa e che utilità dare a quello che si dice. Bisognerebbe che tutti gli attori, andassero nelle scuole a parlare con i ragazzi, io lo faccio da anni, per riavvicinarli un po' al teatro. Il pubblico teatrale, oggi, ha un'età media un po' alta, e i ragazzi pensano al teatro come un'alternativa ad altre cose, mentre il teatro ha un'utilità e una necessità proprie molto forti, è rimasto l'unico luogo in cui si può dialogare faccia faccia con le persone. Quindi magari invece di ragionare sul fatto dei teatri vuoti, sui numeri, tornare a ragionare sulla formazione del pubblico teatrale è un discorso diretto soprattutto ai dirigenti di teatri e ai ministri etc. ma con gli attori che ci vadano a mettere la faccia.


Miriam Comito

I Verdi non facciamo “Recchia” da mercante

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – stigmatizza il cosiddetto “decalogo” proposto sulle pagine de Il Quotidiano della Basilicata del 29 novembre scorso dal consigliere comunale dei Verdi di Ferrandina, Leonardo Recchia. La OLA invita i vertici regionali del partito del “sole che ride” a dire con chiarezza da quale parte stanno. Se stanno dalla parte dell’ing. Recchia – che si dichiara favorevole al progetto della Geogassstock – o sono dalla parte dei tanti comitati, associazioni e cittadini della Val Basento ...

Love Letters to the future: come spedire una lettera d’amore per il Pianeta alle future generazioni

A sette giorni esatti dall'inzio della quindicesima conferenza dell'Onu sul clima si intesificano le iniziative di sensibilizzazione per l'opinione pubblica e per i politici che saranno dal 7 al 13 dicembre a Copenaghen a prendere di comune accordo le risoluzioni necessarie per l’abbattimento delle emissioni di C02, causa principale del riscaldamento globale. Tra le molte proposte, segnaliamo "Love letters to Future".

love letters to the futureImmaginate che tra 100 anni a partire da oggi qualcuno legga che cosa avevate da dire sul futuro del Pianeta.
La campagna di comunicazione "Love Letters to the Future", nasce con l'obiettivo di dare a tutti la possibilità di inviare un messaggio sul cambiamento climatico alle future generazioni in un modo creativo e personale.
Gli utenti hanno la possibilità di scegliere tra una lista di argomenti prsenti sul sito Loveletterstothefuture.com e spedire a scelta, un video, una immagine o un testo di 140 caratteri.


I 100 migliori contributi, votati dagli stessi utenti, verranno inseriti in una capsula del tempo che sarà installata a Copenhagen il 13 dicembre 2009, per essere aperte esattamente tra 100 anni.

Per questo se, come noi, non siete stati invitati alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Copenhaghen, ora avete la possibilità di andarci lo stesso, con il vostro messaggio.

Qual è il vostro messaggio per le future generazioni? Sul gruppo You4Planet stiamo raccogliendo le vostre proposte per inviare anche il messaggio della nostra community.

Partecipa subito

Eee PC T91MT disassemblaggio

Eee PC T91MT, il netbook da 8.9 pollici touchscreen multitouch di Asus, è passato tra le mani di un utente che ne rivela gli interni, in alcune fotografie piuttosto interessanti.

Il Vuoto

La sorpresa nel finale. Ormai convinto di aver finito l’esperienza italiana il giovane olandesino si è trovato a calcare il campo di calcio catanese senza nemmeno il tempo di vestirsi...

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Tag: gruppo giornalistico

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Aams oscuramenti e le promesse dei punto com

Roma (Agicops) – I Monopoli di Stato inaspriscono le misure contro il gioco illegale sul poker (ma anche sui casinò on line e sul betting) e puntano il dito contro chi non si è ancora ‘convertito’ alle concessioni ‘punto it’.

Ad essere colpiti dai nuovi provvedimenti soprattutto alcune poker room frequentatissime dai players italiani: Full Tilt Poker, Everest Poker e Titan Poker. Tuttavia è necessario fare dei distinguo ed alcune precisazioni.

L’Aams aveva annunciato nei giorni scorsi che avrebbe rinforzato le iniziative contro i ‘punto com’ considerati illegali dall’Italia perchè non in possesso della licenza dei Monopoli di Stato che gestiscono i giochi in regime di concessione statale grazie alla quale vengono prelevate dall’erario delle quote sui volumi di raccolta.

Soprattutto in concomitanza col lancio del cash game e dei giochi da casinò grazie al provvedimento ‘pro Abruzzo’ appena varato anche dall’Europa che non ha opposto osservazioni lasciando cadere il periodo di stan still lo scorso 26 novembre.

Ecco quindi che l’Aams prosegue con gli oscuramenti, utili fino ad un certo punto, per togliere risorse ai ‘dot com’ e spianare la strada ai ‘dot it’ ora in grado di competere ad armi pari con i siti che non pagano le tasse in Italia.

A questo punto va analizzata la situazione dei siti colpiti da questa ondata di oscuramenti.

FULL TILT POKER – Se Pokerstars ha effettuato il passaggio effettivo dei players dal sito illegale a Pokerstars.it con tanto di congelamento dei conti e del divieto di iscriversi al ‘dot com’, l’altra regina del mercato del poker on line mondiale, Full Tilt, ha paventato l’ipotesi di acquisire una licenza ‘dot it’ ma senza far seguire ancora i fatti alle promesse. E’ quello che si aspettano anche presso i Monopoli di Stato dove non nascondono una certa irrequietezza per le promesse non mantenute da poker room di questo livello. Si era parlato di metà 2009, poi di gennaio 2010 ma ora c’è chi assicura che per metà 2010 Full Tilt sbarcherà in Italia definitivamente. Fermo restando che c’è già un sito italiano che è anche quello oscurato dal provvedimento di questi giorni.

EVEREST POKER – Se parliamo di leader parliamo anche di EverestPoker. Una delle piattaforme estere preferite dai players italiani per le sue promozioni, le ottime offerte di gioco e di sponsorizzazione di assoluto livello e l’ottima affidabilità della piattaforma.

Anche Everest aveva annunciato il suo ingresso in Italia. Era tutto pronto, venne dichiarato intorno a marzo 2009 dai rappresentanti del board italiano. Poi lo stop ai processi di implementazione nel mercato italiano. Come mai? Le ultime dicono che Everest sia in vendita. E proprio per questo i dirigenti aspettano quale piega prenderà la vicenda della cessione o della fusione con altre realtà del gaming internazionale. Ed è qui che entra in gioco un altro colosso del gioco franco-inglese appena sbarcato anche in Italia: Betclic. Sia Marco Trucco che Alessandro Onano, rispettivamente Pr per l’Italia per Everest e marketing manager Betclic.it, hanno più volte ammesso l’interesse della prima di stringere accordi e di cedere parte delle quote e la necessità della seconda di dotarsi di una poker room gestita da una società leader. I conti tornano ma di ufficiale non c’è ancora niente.

Se dovesse sbloccarsi la situazione l’Italia avrebbe nel suo market una piattaforma pronta per ambire alla leadership: Betclic più Everest una miscela vincente tra poker e betting on line da serie A.

TITAN POKER – Finalino con Titan, altra piattaforma amatissima e frequentatissima dai players italiani. In questo caso, però, il mercato italiano interessa solo se le cose dovessero rimanere così. Titan non ha mai manifestato l’intenzione di entrare in Italia. Non ci sono italiani sponsorizzati Titan Poker, il board aziendale è pressochè sconosciuto e non esiste neanche una dichiarazione d’intenti di sbarcare in Italia. E considerando la scarsa efficacia dei metodi Aams per limitare un mezzo di comunicazione libero come il web, è probabile che Titan Poker non entri mai nel market italiano del poker.

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ARTEGENTI PRESENTA”PROVACI ANCORA!!!” Compagnia V’ERASIMILE_Domenica 13 Dicembre






ARTEGENTI
associazione per la diffusione della cultura e dell'arte

presenta il nuovo spettacolo della Compagnia V'ERASIMILE

**Provaci ancora!!!**

DOMENICA 13 DICEMBRE
Teatro G.Alberione
Centro Culturale G.Alberione _Via 3 Febbraio 1831 n.7( a fianco dell'Accademia Militare) , Modena

ore 21.00

Liberamente tratto da "Play It Again, Sam" di Woody Allen
Regia : Anna Perna
Luci: Alessandra Zagni
Interpreti: Raffaella Bulgarelli, Nicoletta Corradini,
Angelo De Lorenzo, Stefania Malaguti, Alberto Melegari, Beatrice
Sangiorgi, Claudio Sgarbi

New York : Allan Felix, critico cinematografico, si è appena separato
dalla moglie Nancy. I suoi due amici, Linda e Dick Christie, cercano di
convincerlo a tentare di ricostruirsi una vita sentimentale, frequentando
Sharon Lake. Per far colpo sulla bella fotografa, il nostro protagonista
si affida ai consigli del suo mito, una sorta di amico immaginario, il
grande Humphrey Bogart che gli appare proprio nei momenti più impensati,
assieme ad altri fantasmi della sua mente dei quali non riesce proprio a
liberarsi. Purtroppo la sua indole emotiva e la sua scarsa autostima lo
inducono in atteggiamenti goffi ed improbabili. Allan si accorge che sta
iniziando a provare qualcosa per Linda, la moglie del suo miglior amico,
l'unica donna con la quale si sente a proprio agio e con la quale non ha
bisogno di indossare nessuna maschera. Ma, anche se Linda è attratta da
Allan, la loro relazione è destinata a non avere seguito, proprio come
accade per Rick (Bogart) e Ilsa (Ingrid Bergman) nel film Casablanca del
1942.
Attualissimo riadattamento della commedia di Woody Allen, questo
spettacolo è uno spaccato della vita moderna, a partire dalle insicurezze
della figura maschile davanti a stereotipi di donna fin troppo patinati,
alle relazioni di coppia, per concludersi con una riflessione sulla lealtà
tra amici.


Per informazioni e prenotazioni
www.artegenti.it
info@artegenti.it
< 348 0782972 >


Sony: l’animazione “è distribuita” via web

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Cloudy with a chance of Meatballs, il nuovo film d’animazione della Sony, presentato con successo a settembre nelle sale cinematografiche statunitensi, sarà lanciato a dicembre “for the first time” su internet, prima che su DVD.

Il bizzarro inventore Flint Lockwood di Piovono Polpette, titolo italiano del film (il trailer è disponibile su Youtube ma il codice di incorporamento è stato disattivato), arriverà sui nostri schermi grazie ad una connessione Web.

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Secondo il New York Times, la scelta della Sony dipende principalmente da due fattori: il primo è dovuto al calo generale delle vendite dei dvd, che ha portato, per forza di cose, a trovare un nuovo modo per incrementare le vendite.

In secondo luogo, il fatto che a fruire della pellicola (nel periodo che va dall’8 dicembre al 4 gennaio, giorno in cui sarà messa in vendita su dvd) saranno soltanto gli utenti dotati di un lettore Sony blu-ray collegabile a Internet (inclusa la Playstation 3) o di una tv Sony-Bravia con la medesima funzione.

In questo modo, l’azienda giapponese può integrare la sua attività muovendosi sia nel mercato dell’elettronica di consumo, sia nel mondo della produzione cinematografica.

Questo primo passo effettuato dalla Sony potrebbe segnare la strada a molte altre case cinematografiche. Affidando al web la distribuzione e la vendita dei film si andrà incontro ad una “preannunciata” metamorfosi della distribuzione cinematografica. D’altra parte, (e continuiamo a ripeterlo) il mondo del web continua a modificare le nostre abitudini.

Al cinema via web sicuramente non si potrà rinunciare!

FarmVille da Facebook al .com


Il gioco più seguito di Facebook, con una schiera di fan accaniti che supera i 100 milioni di iscritti e che ne vede circa un quarto giocarci abitualmente ogni santo giorno, è FarmVille: dopo il successo planetario, la società proprietaria dei diritti Zynga ha ben pensato di lanciare un sito indipendente dalla piattaforma Facebook (forse per via delle ultime controversie legali?) e raggiungibile all'indirizzo http://www.farmville.com. Da notare subito il cambiamento dell'interfaccia, molto più semplice di quella sul social network in blu, priva dei banner pubblicitari e più "reattiva" ed immediata. Dai commenti raccolti in rete sembra sia possibile recuperare molto più facilmente i premi e bonus, mentre sarà possibile inviare nuovi regali ai propri amici. Per poter giocare a FarmVille bisognerà registrarsi oppure accedere con i propri dati di login a Facebook. Buon divertimento...

il mondo di Patty per il mondo di Wamba

patty

Martedì 15 dicembre, ore 19.00 – Milano, Palasharp

In esclusiva per 500 persone  Prova generale a porte chiuse del Musical “Il Mondo di Patty” con la presenza di LAURA ESQUIVEL  Offerta minima 100,00 € a persona

Wamba e Athena Onlus (www.wambathena.org) da anni sostiene l’Ospedale Cattolico di Wamba, Kenya, che offre cure sanitarie e assistenza ai circa 200mila abitanti che vivono nel territorio circostante. Partecipando all’anteprima del Musical, contribuirete a finanziare il progetto fotovoltaico che darà all‘Ospedale e alla comunità di Wamba energia pulita e completa autonomia.

Informazioni e biglietti T. +39 349 3554248 -  info@gveventi.it


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