Bernadette e Lourdes: nuova edizione in libreria
9 mar 2010 Notizie dai blog
Tags: apostoli pietro e paolo, Bernadette, che, Con, Dame, Del, Franco Vaudo, Lourdes, Michele Cennamo, Nella, Paolo, papa benedetto xvi, Per, Pietro, Roma
Milano: nuove aree produttive per artigiani e PMI a costo contenuto
9 mar 2010 Notizie dai blog
Nuove aree produttive a costo contenuto per artigiani e PMI,
uno strumento concreto per rilanciare l'economia milanese
Al via la raccolta di richieste di spazi produttivi da parte delle aziende
promossa da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
Sesto San Giovanni, 9 marzo 2010. Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo ha dato oggi il via ad una raccolta di manifestazioni d'interesse da parte delle aziende che sono alla ricerca di nuovi insediamenti produttivi nella provincia di Milano. L'iniziativa si rivolge a tutte le piccole e medie imprese (PMI) e aziende artigiane, di qualsiasi settore di attività, interessate a:
- trasferirsi in una nuova sede produttiva più vantaggiosa, sia dal punto di vista funzionale che della sostenibilità energetico – ambientale;
- consolidare la propria situazione patrimoniale, attraverso l'acquisizione di immobili, a costo contenuto, in aree produttive ecologicamente attrezzate, pubbliche o private.
Lo scopo di questa "raccolta di interesse" è quello di monitorare la domanda reale, quantitativa e qualitativa, di spazi da parte delle aziende, prima di avviare la costruzione di nuove Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA) in collaborazione con i Comuni milanesi.
In questa prima fase, le aziende interessate devono solo compilare un semplice questionario pubblicato nel sito di Milano Metropoli: www.milanomet.it
"Con questo intervento cerchiamo di dare un supporto concreto alle tante piccole e medie aziende che, dopo le difficoltà di questo ultimo periodo, per crescere e riposizionarsi sul mercato hanno bisogno di una sede produttiva più conveniente oppure vogliono incrementare il proprio livello patrimoniale per ottimizzare le condizioni e le possibilità di accesso al credito", spiega Carlo Lio, Amministratore Delegato di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo.
Milano Metropoli sta portando avanti questo progetto con il supporto della Provincia di Milano e in stretta collaborazione con i Comuni milanesi, con cui ha già avviato un percorso di analisi e di individuazione degli spazi produttivi pubblici e privati disponibili per la realizzazione di nuove APEA. In questo percorso, Milano Metropoli aiuta gli enti locali a valutare l'importanza strategica della creazione di nuove Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate nei propri territori. Come spiega Carlo Lio, "la realizzazione di nuove APEA può diventare una leva strategica per lo sviluppo economico e territoriale dell'intera area metropolitana, non solo perché possono contribuire in modo molto pratico a migliorare l'efficienza delle aziende locali e ad attirare nel milanese l'insediamento di nuove aziende ma, soprattutto, perché puntare sulla creazione di Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate è una scommessa sull'innovazione e sulla crescita sostenibile dei nostri territori ".
Ufficio Stampa
Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
Pilar Sinusia, sinusia@milanome.it
Tel. 02-24126540
www.milanomet.it
Tags: agenzia di sviluppo, AL, Carlo Lio, Con, Milano, Pilar Sinusia, SAN, sesto san giovanni
In camper per le vacanze nel 2010
9 mar 2010 Notizie dai blog
E’ ancora presto ma state già scalpitando e pregustando le vostre prossime vacanze? E’ chiaro che tra la ricerca della meta giusta, le prenotazioni di hotel, voli o treni, il pensiero di far coincidere i giorni di ferie con quelli del partner, vi ritroverete già stanchi ancor prima di partire. Ma allora come fare per riuscire a far quadrare tutto? Semplice, mai pensato ad un camper? Immaginate a quanto potrebbe essere bello poter partire con calma, all’ora che si desidera, con tutte le proprie cose a portata di mano, con l’unico pensiero che se vi va di fare una sosta basterà fermarsi in un’area e riposarsi, magari guardando la televisione, mangiando o magari fare una bella doccia rigenerante. Inoltre con l’acquisto di un camper potrete abbattere i costi di viaggi ed hotel in un colpo solo, ammortizzando così le spese iniziali e avendo la certezza di possedere un bene che vi durerà molto più a lungo che non il tempo di una vacanza sola, anzi. Con un camper potrete decidere di partire in qualunque momento, sfruttare anche un paio di giorni per godersi una gitarella fuori porta e visitare posti che magari non sono raggiungibili da treni ed aerei. Ancora, potrete portare con voi anche delle biciclette, grazie ai numerosi accessori in commercio realizzati appositamente per i camper, oppure accessori per cucinare all’aperto favolose grigliate nel totale rispetto della natura, e potrete dotare e dunque personalizzare il vostro veicolo con tantissime altre cose: condizionatori, kit per caricare lo scooter nel camper da soli, antenne TV terrestri rotanti a puntamento automatico o ancora tendine, copricabina, coprioblò, doghe, pedane, coprisedili e tutto ciò di cui potete aver bisogno per i vostri viaggi a bordo del vostro camper.Ma se tutto ciò ancora non vi convince, c’è anche un’altra soluzione più a portata: il noleggio di un camper. In questo modo la spesa sarà decisamente inferiore rispetto all’acquisto, ma potrete avere tutto il tempo per capire se è un mezzo che fa per voi, se vi piace e provare anche diversi modelli per trovare quello più adatto alle vostre esigenze. Certo non avrete il problema di dove parcheggiarlo al termine o tra una vacanza e l’altra, meno manutenzione e spese accessorie, ma è la soluzione ideale se avete i giorni contati e pensate di non riuscire ad effettuare altre gite nel corso dell’anno. In questo caso basterà rivolgersi ad un centro specializzato di noleggio di camper e valutare quale sia la proposta ideale.
Per quanto riguarda gli itinerari avrete di che divertirvi e sbizzarrirvi tra le varie proposte sul web: sono ormai numerosissimi i siti ed i blog di appassionati di vita all’aria aperta che non farete certo fatica, tra consigli, indicazioni e quant’altro, ad organizzare il vostro viaggio perfetto. Partirete dunque già con le idee chiare su quali aree di sosta prediligere, le strade più indicate per raggiungere la vostra meta, e perchè no, cambiare e variare il tragitto strada facendo, raggiungendo posti indicati da chi è più esperto, viaggiando e riportando tutti questi dati e racconti, dall’Italia all’Europa.
Tags: biciclette, che, Con, da soli, Per
Corbis reinventa il processo per determinare i prezzi online delle immagini Rights Managed
9 mar 2010 Notizie dai blog
Corbis reinventa il processo per determinare i prezzi online delle immagini Rights Managed
Il nuovo calcolatore dei prezzi velocizza e semplifica il processo di determinazione dei prezzi e assegnazione delle licenze per la fotografia di alta qualità
Milano 9 marzo 2010 – Corbis (www.corbisimages.com), leader tra i fornitori di media visivi, annuncia oggi di adottare un nuovo processo che semplifica l'assegnazione di prezzi e licenze online per le immagini Rights Managed (RM). Il nuovo calcolatore dei prezzi RM online, un'esclusiva di Corbis, permette di assegnare le licenze per le immagini RM di CorbisImages.com con molta più facilità e velocità di ogni altro importante sito Web di archivi fotografici.
Laura Lo Monaco Art Director di Victory Communication, agenzia pubblicitaria e cliente di Corbis Italia dichiara “Ho utilizzato il nuovo servizio di acquisto online di Corbis e devo dire che è davvero comodo, intuitivo ed immediato. La ricezione dell’immagine avviene subito dopo qualche minuto dall’acquisto e nella modalità che si preferisce, via mail, ftp, e download dal website. Un buon passo avanti direi.”
I clienti Corbis possono ora vedere contemporaneamente i prezzi dei vari tipi di utilizzo predefiniti in una griglia di facile lettura che permette di confrontare in modo pratico e immediato i prezzi per un'ampia gamma di impieghi diversi.
Con il nuovo calcolatore di prezzi RM sono disponibili due tipi di licenze: le Quick Licenses, ovvero opzioni di licenza preconfigurate che possono essere scelte e acquistate con un solo clic, e le Custom Licenses, che permettono all'utente di creare licenze più specifiche rispondendo a poche e semplici domande dopo avere scelto l'uso dell'immagine.
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Informazioni sulle immagini Corbis
Corbis Images è un'azienda leader nella fornitura di contenuti visivi per i professionisti del settore pubblicitario, del marketing e multimediale, che offre una ricca selezione di fotografie e illustrazioni. Le immagini Corbis, insignite di diversi riconoscimenti e suddivise in categorie (creative, da reportage, d'archivio, artistiche e relative ad eventi di attualità ed entertainment), aiutano la comunità creativa a realizzare pubblicità esclusive nell'ambito di siti Web, riviste e giornali, libri, televisione e cinema. Corbis ha uffici dislocati in Nord America, Europa, Asia e Australia, in grado di servire clienti di oltre 50 paesi. Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.corbisimages.com.
Per ulteriori informazioni
Ufficio stampa per Corbis Italia:
Weber Shandwick Italia
Silvia Giorgi
tel. 02 57378 360;
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Palazzo San Gervasio:Festa della donna 8 marzo… non dimenticate il motivo…
8 mar 2010 Notizie dai blog
http://palazzesinelmondo.blogspot.com/La Giornata Internazionale della Donna, comunemente definita Festa della Donna, è una giornata commemorativa celebrata l'8 marzo di ogni anno, che intende ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo in molti paesi l'originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di mero carattere commerciale.
Il «Woman's Day» negli Stati Uniti (1908-1909)
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni - tra i quali i maggiori dirigenti socialisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès - vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonianismo e anche sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alla donne.
Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.
Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.
Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.
La Conferenza di Copenaghen (1910)
Il lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerato, nel Woman's Day tenuto a New York il successivo 27 febbraio, come una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 - due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista - di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l'istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione». Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in Europa la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911 su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne».
Non fu però celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania fu tenuta per la prima volta l'8 marzo 1914, giorno d'inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi, il 9 marzo 1914.
L'8 marzo 1917
Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima Guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 - il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia - le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta, incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton, a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 operaie, in gran parte emigrate italiane; altre versioni citavano la repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, e altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Compare la mimosa
Nel settembre del 1944 si costituì a Roma l’UDI, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce [2] , Rita Montagnana e di Teresa Mattei.[3]
Negli anni Cinquanta, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere «Noi Donne», il mensile dell’UDI, divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[4] Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
Il femminismo
L'8 marzo 1972 la manifestazione della festa della donna si tenne a Roma in piazza Campo de' Fiori: vi partecipò anche l'attrice americana Jane Fonda, che pronunciò un breve discorso di adesione, mentre un folto reparto di polizia era schierato intorno alla piazza nella quale poche decine di manifestanti inalberavano cartelli con scritte inconsuete e «scandalose»: «Legalizzazione dell'aborto», «Liberazione omosessuale», «Matrimonio = prostituzione legalizzata», e veniva fatto circolare un volantino che chiedeva che non fosse «lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l'intero processo della maternità». Quelle scritte sembrarorono intollerabili, perché la polizia caricò, manganellò e disperse le manifestanti.
Il 1975 fu designato come "Anno Internazionale delle Donne" dalle Nazioni Unite e l'8 marzo le organizzazioni femminili celebrarono in tutto il mondo proprio la giornata internazionale della donna, con manifestazioni che onoravano gli avanzamenti della donna e ricordavano la necessità di una continua vigilanza per assicurare che la loro uguaglianza fosse ottenuta e mantenuta in tutti gli aspetti della vita civile. A partire da quell'anno anche le Nazioni Unite riconobbero nell'8 marzo la giornata dedicata alla donna.
Due anni dopo, nel dicembre 1977, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una «giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale» da osservare dagli stati membri in un qualsiasi giorno dell'anno, in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato. Adottando questa risoluzione, l'Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l'urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese.
Tags: Boston, Chicago, Clara Zetkin, Con, conferenza internazionale, della, New York, Per, Rita Montagnana, Roma, Russia, SAN, Teresa Mattei, Teresa Noce
Palazzo San Gervasio: Luciana Forlino
8 mar 2010 Notizie dai blog


"Il tempo è immobile;
niente lavoro, la natura e' cattiva ma sa anche essere materna,gli uomini sono senza proprieta'. La morte simile ad un dolce sonno. La liberta' è infinita, anche se nutrita di carestie, intolleranze, malattie. Tutto avviene ma Ma il tempo e' immobile. Lo sanno bene anche i missionari. Questo mond...o non conosce il domani. Conosce la fame,la sete .... l'oggi immobile: oggi ugule a ieri, ieri uguale a domani; sempre che resti vivo".
GUINEA BISSAU - Informazioni:
La popolazione della Guinea-Bissau è molto giovane (circa il 43% sotto i quindici anni) e ha un coefficiente di incremento naturale del 19‰, mentre quelli di natalità e di mortalità sono rispettivamente del 40,7‰ e del 21.7‰.
La situazione sanitaria è una delle più gravi del mondo e, insieme con la denutrizione, responsabile dell'altissima mortalità infantile (143‰) e della brevissima durata della vita media (41,4 anni per gli uomini e 44,6 per le donne).
In Guinea Bissau si annovera, purtroppo in maniera massiccia, la presenza di tutta la gamma delle malattie tipiche delle zone tropicali: malaria, febbre gialla, epatiti, febbri tifoidee, colera, lebbra, poliomelite, meningite, tubercolosi, AIDS e altre che affliggono continuamente la popolazione causando l’alta mortalità e la breve durata della vita media sopra menzionate.
Lingua ufficiale il portoghese, ma ogni etnia parla i propri dialetti creoli. Il tasso di analfabetismo è quasi dell’80%.
Con un prodotto nazionale lordo pro capite di soli 130 dollari annui, la Guinea-Bissau è uno dei paesi più poveri del mondo, (6 nella graduatoria dell’O.M.S., organizzazione mondiale della sanità). ... Mostra tutto
Fino a tempi molto recenti l'economia era completamente statalizzata, ma, visti i risultati disastrosi, il governo ha avviato un programma di denazionalizzazione. L'agricoltura impiega circa i quattro quinti della popolazione e concorre per circa la metà alla formazione del prodotto nazionale lordo.
Dato che la Guinea-Bissau si trova nella fascia del Sahel, è costantemente minacciata dallo spettro della siccità
La superficie coltivata è di 320.000 ha circa, pari all'8,9% di quella territoriale. Arachidi (53.000 ha e 29.000 t) e palma di cocco (2.500 t di noci e 5.000 t di copra) sono le principali colture per l'esportazione; mentre le principali colture destinate al consumo interno sono: riso (105.000 ha e 125.000 t), mais (29.000 t), sorgo (33.000 t),miglio (18.000 t) e cassava, plantani, patate dolci, ecc.
La produzione di cereali non è però adeguata al fabbisogno ed è quindi necessario ricorrere a importazioni. Inoltre vi è un consistente contrabbando di arachidi verso il Senegal.
L'allevamento diffuso soprattutto tra i Balanta e i Fula: prevalgono i bovini, seguiti da suini, caprini e ovini; la 3 produzione di latte è gravemente deficitaria e non esiste produzione dei suoi derivati.
La maggior parte del legname, ricavato dalle foreste, viene usato come combustibile per cucinare; una piccola parte viene esportata (mogano).
Abbastanza sviluppata la pesca, che viene quasi esclusivamente praticata da grandi pescherecci a motore stranieri (le imbarcazioni locali sono piccole, in legno e a remi), pertanto la nazione ne viene a giovare ben poco.
Il paese non dispone di ferrovie e ha una rete stradale molto scarsa. Durante il lungo periodo delle piogge la viabilità diventa quasi impossibile (foto a seguire) a causa dell'assenza quasi totale di strade asfaltate (un'unica strada percorribile su asfalto che unisce tra di loro soltanto le maggiori città. Le vie d'acqua interne (bracci di mare), sono di norma le uniche vie di trasporto per il traffico locale (con canoe e piccole imbarcazioni). Porto principale nella Capitale Bissau che è anche dotata di aeroporto internazionale (a Bissalanca).
La poca energia elettrica disponibile viene prodotta da generatori funzionanti a gasolio (che viene importato). Parliamo quindi di oltre 1.200.000 persone che vivono la loro quotidianità senza energia elettrica oltre che privi di acqua potabile e servizzi igenici. Praticamente non esiste industria di alcun tipo.
E’ una nazione che finora ha vissuto per lo più con l’apporto di aiuti e contributi internazionali che fin’ora per non hanno portato un minimo di benessere. Si è dimostrata di fondamentale importanza, nell’ultimo cinquantennio la presenza delle missioni cattoliche gestite da vescovi, preti, suore e laici che pur fra mille difficoltà, oltre che svolgere un lavoro incessante di evangelizzazione, sostengono un programma di promozione umana nei campi della sanità, della scuola, dell’emancipazione femminile e della giustizia sociale
Quanto detto fin'ora è perchè il popolo di Guinea possa arrivare ai tre scopi basilari per una vita che si possa ritenere tale:
- una alimentazione di base per poter garantire una esistenza dignitosa
- una organizzazione sanitaria che permetta di diminuire la presenza delle maggiori malattie
- una scolarizzazione che tenda all’eliminazione della piaga dell’analfabetismo
Sembrano tre obiettivi semplici da raggiungere ma niente in Africa si ottiene facilmente.
LA GUINEA BISSAU CONTA PERENNEMENTE LE TRE EMERGENZE:
SALUTE
ALFABETIZZAZIONE
ACQUA
Come Diocesi di Acerenza e volontari in prima linea stiamo da due anni tentando di soccombere i problemi di alfabetizzazione e di acqua. Abbiamo contribuito in maniera cospicua e significante con la costruzione di un liceo nel villaggio di Bambadinca (foto a seguire..) inaugurato a nome di Padre Antonio Grillo missionario acheruntino per quarant'anni in Guinea Bissau. Il sostegno di tutti a completamento dell'opera andrebbe volto anche alle adozioni a distanza con Padre Abramo (orfani o figli di famiglie in grave stato di povertà che non riescono a sostenere gli studi). L'arcivescovo Mons. Ricchiuti oltre alla coordinazione e all'interesse per tutto ciò che serve a sostenere economicamente e burocraticamente i progetti organizza periodocamente la raccolta di materiale di prima necessità e sopratutto di materiale scolastico da inviare tramite container nella Diocesi di Bafatà.
Rispetto all'emergenza ACQUA (con la collaborazione della Commissione Regionale Lucani all'Estero) stiamo tentando di concretizzare il progetto "pozzi per l'Africa" con l'intento di finanziare e costruire pozzi di acqua potabile forniti di pompe che possano quantomeno soddisfare il fabbisogno giornaliero dei villaggi Diocesani.
l'impegno con la "salute" nasce a partire dalle adozioni a distanza con Suor Paula Elizabeth Flores (bambini in grave stato di denutrizione ed affetti da malattie gravi e degenerative).
Man mano pubblicherò alcune foto affinchè vi venga illustrata nella maniera più chiara la situazione del territorio, le condizioni di vita della gente, e le missioni preziose dove vescovi, preti, suore e volontari laici ogni giorno in nome di Dio impegnano la loro vita sostenendo e condividendo le sofferenze di chi vive una "vita diversa dalla nostra".
Non appena saremo pronti con le liste per le adozioni vi comunicherò le modalità definitive.
Chiunque fosse interessato a dare una mano non esiti a contattarmi.
La Guinea Bissau ha bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutti.
Tags: BISSAU, che, Con, Guinea, guinea bissau, O.M.S, organizzazione mondiale della sanit, Porto, Senegal
la parola a Nico Tosti : Gli euro maschili e quelli femminili.
8 mar 2010 Notizie dai blog
Un amico, che cela le proprie malefatte dietro lo pseudonimo di “Nico Tosti”, mi invia una novella che non penso di esagerare nel definire illuminante ed assolutamente specchio coerente di una realtà sotto gli occhi di tutti. I’Euro visto con l’occhio maschile e quello femminile. Volentieri pubblico e approfitto per chiedere a voi (topolini lettori patatosi) la vostra opinione in merito.
Si parla oggi di insostenibilità per l’Europa di una moneta unica, dati i diversi tassi di crescita, indebitamento e cultura finanziaria dei diversi stati facenti parte del sistema EUR.
Si parla di un EURO 2, o Eurino, per i Paesi che non hanno e non possono avere parametri originariamente stabiliti per far parte del sistema EURO.
Possono parlare finché vogliono, ma la realtà é che già oggi ci sono 2 EURO, quello maschile e quello femminile.
Esteticamente sono identici, ma fa fede la loro ubicazione, cioé se si trovano in tasca di un uomo o in uno di quei potafogli enormi da donna.
Vengo a spiegare. Tu uomo compri un fuoristrada da 80k eur..e tutto emozionato la vai a prendere per andare a cena.
Presenti indi il tuo acquisto alla tuà metà.
“Guarda il motore, 8 cilindri! “bellino” dice lei.
Già le donne non amano la meccanica. “Guarda amore, guarda gli interni in pelle”…”Sii comodosi” dice lei con diniego.
“Senti lo stereo, guarda la telecamera..ed il navigatore ha 8 paesi..la guida gastronomica..”
“Si, bello pero’ andiamo che ho fame” ribatte.
Arrivi più o meno davanti al ristorante. E senti alla tua destra un urlo lancinante:”li, li mettila li, fermati li, va bene”.
Si sta riferendo ad un posto di 70 cm sulle strisce pedonali. Tu fai orecchie da mercante ed il volume aumenta:”allora li, é perfetto li, é enorme; li ci stai!”
150 cm nel posto degli handicappati. “allora li – poi mugugna – ma uffa..certo si compra ste macchine, ora mi tocca fare 2 km a piedi..li li”. E urla “li!” a ogni passo carraio, ambulanze, taxi..”guarda che non te la rigano mica..li davanti a quel passo carraio, lasciala li siamo poi al ristorante eh!”.
Finalmente trovi un posto, ma la serata é compromessa, ella scende dalla macchina e sbatte la porta con una violenza inaudita, con finale di movimento della mano verso l’alto, che include una “mandata affanculo” nei vostri confronti.
Lei si compra una Mini usata, base, coi cerchi in plastica, i sedili in movil, e neanche il contagiri.
Tu stai lavorando e ti citofona in ufficio. Sono le 4pm, hai mille cose da fare e fuori piove.
“Vieni subito giù amore, ti devo fare vedere una cosa! corri corri”
Tu ti spaventi quasi, pensi ad un referto di gravidanza, HIV o peggio ha adottato un bambino.
Sotto la pioggia vedi una Mini rossa dall’aria triste, già parcheggiata col cerchio destro che incide il marciapiede.
E li sotto la pioggia, devi vedere tutte le caratteristiche della precitata utilitaria e se non esclami “Wow!”-”figata”-”Non lo sapevo che la Mini avesse il mangiacassette” rischi il litigio.
Seguono 3 party di inaugurazione a tue spese. E se per caso si deve uscire ed andare in un posto dove notoriamente rubano le macchine, ti dice: “prendiamo la tua perché..perché stasera proprio non mi va di guidare…”.
Se mi chiedete una valutazione, oserei dire quindi che 1 EUR femminile vale circa 5 EUR maschili.
Torno al precitato ristorante, microcosmo sociopoliticoeconomicosessuale, per meglio spiegare. Appena entrata la donna individua subito come un missile teleguidato il cameriere che le darà entro la fine della cena, più o meno tra il caffé ed il imoncello, quando voi andrete in bagno, un bigliettino nero con caratteri d’oro con scritto Salvatore 0347 etc etc.
Con questo Salvatore ella stringe immediatamente alleanza e lo scopo dell’alleanza é quello di farvi sentire un coglione.
Perché lo debbano fare é ignoto ai più grandi scienzati..ma lo fanno. La fai sedere li e Salvatore dice che una donna é meglio che sieda dall’altra..ecco iniziato il sodalizio. Segue occhiata di rimprovero di lei.
Salvatore chiede subito: un aperitivo? tu e i tuoi amici lo avete mandato sempre affanculo, poiché sapete che quel cazzo di mezzo flute marcio di champagne sgasato ve lo metteranno a 50 eur l’uno..tu quindi stai già ridendo e alzando la mano destra in senso di “ma vattene…” con la stessa espressione che fate al lavavetri.. quando la donna, con occhiata fugace a Salvatore (e non a te) esordice: “perché no!”.
“Perché no” é una risposta del cazzo! o lo vuoi o non lo vuoi..non siamo a casa di Salvatore, dove egli ti offre uno champagne.e ti sembra male dire di no..Salvatore lavora in un ristorante..e pertanto prende la commissione sul dolce e sull’aperitivo..
Da li, venduto l’aperitivo, Salvatore, incredulo, sa che la strada é in discesa. Assume tratti da maitre consumato ed inizia melodioso: ci sarebbe, stasera, un’insalatina di astice cavialato, prendiamo l’astice lo facciamo rinvenire nel caviale , buttiamo il caviale e resta insaporito ma leggero..poi tonno intero alla piastra, 670kg oppure al sale, col suo letto di rucola, e poi sciorina, ornellaia sassicaia dollaraia
“Si! Sisi, ahh si! quello quello! quel vino lo conosco si si” lei ride contenta..
Cosa fai la fermi? Le togli questo momento di gloria? Non le lasci poi anche ordinare il trionfo di desserts flambato al Grand Marnier e quel bicchierino di cognac che prendeva sempre quel suo zio a cui é tanto affezionata?
Mi diceva un fine poeta che quando lo stai per prendere nel didietro, vedi di stare fermo perché fa meno male. Si arriva al conto, simuli un sorriso, e anche se poi signorilmente hai lasciato più mancia che Kashogi ai tempi d’oro, lei guarderà con sufficienza il tuo sudato contante. Non ti dirà niente ma guarderà con complicità Salvatore come dire “di più non ho potuto fare”..scusalo..é un tirchione.
E sulla porta del ristorante, mentre Salvatore le metterà il cappotto toccandole una tetta, lei dirà: “simpatici qui”..gli altri intende..non tu che ce l’hai portata.
Ora se geneticamente una donna fosse pronta a farsi fregare al ristorante o estremamente generosa in mance per via del doppio cromosoma X…tutto questo potrebbe passare. Invece no, la verità é che esistono due tipi di moneta in Europa, l’Euro femminile e l’Euro maschile.
La stessa ragazza di cui sopra va con un amica nello stesso ristorante.
Arriva Salvatore, lei guarda l’amica e le dice: “guardo sto truzzo, l’altra sera pensava che io ci stessi con lui solo perché gli ho lanciato due occhiate delle mie”. Tutto protervo ed illuso dalla serata di cui sopra, arriva il predetto Salvatore alla tavola delle signore: “‘Aperitivo ragazze?”
Lo guardano all’unisono come dire: “Ma fottiti coglione!”
Aprono con maestria il menu ed iniziano “Allora noi prendiamo l’insalata n°3, ne fa una porzione grande e la metti in 2 piattini. Poi una scaloppina al limone ed una milanese..-aspetti – ne fa due piccoline per piatto e fa due piatti ognuno con una scaloppina al limone ed una milanese. Vino: prendiamo la caraffetta della casa da 7,5 cl, acqua: caraffa d’acqua, qui é buonissima”.
(Vi ricordo che per quanto buona sia,.con voi beve solo Tynant o Fuji, da 76 EUR/litro)
Stremato, dopo che le due amiche hanno spazzolato piatti, pane e grissini, Salvatore si avvicina cauto: “Dolce..caffé?”
“No grazie -le due all’unisono- il conto grazie”..e poi guardandosi sottovoce “il caffé lo prendiamo in ufficio no?”
Chiedono il conto: controllano voce per voce come Ernst & Young agli inizi della loro carriera, tirano fuori dalla borsetta un elaboratore Perkin Helmer, calcolano la standard deviation sui conti che hanno pagato li negli ultimi due anni, controllano l’eventuale aumento se corrisponde al paniere Istat, lo dividono per due e finalmente aprono il loro enorme portafoglio, ci mettono dentro il nasino con attenzione, come uno scoiattolo che é costretto a liberarsi di qualche nocciolina.
Pagano con due buoni delle vacanze Valtur, un ticket restaurant di loro cognato che lavora al Corriere della Sera, un gettone telefonico del 1982. Aspettano diligentemente il resto mentre si mettono un po’ di gloss alla papaya sulle labbra e quando il povero Salvatore, che ha provato a fare melina sperando che se ne andassero, porta indietro un piattino, prendono le monete da 1 e 2 EUR, litigando tra loro e lasciano 45 centesimi di mancia in pezzatura da 5 cents.
Quando escono si guardano e dicono: bei ladri e pero’ in sto posto!
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Enada: GIOCHI E SCOMMESSE VALGONO IL 3,5% DEL PIL
7 mar 2010 Notizie dai blog
Nel 2009 raccolta aumentata del 14%
Tags: AL, ANESV, che, Con, DEL PIL, E SCOMMESSE, Nel, new slot machines, Per, RIMINI, rimini fiera, S.I., una
Enada: GIOCHI E SCOMMESSE VALGONO IL 3,5% DEL PIL
7 mar 2010 Notizie dai blog
IN ITALIA GIOCHI E SCOMMESSE VALGONO IL 3,5% DEL PIL
Nel 2009 raccolta aumentata del 14%
Rimini, 7 marzo 2010 - Il giro d'affari generato ogni anno in Italia dal comparto delle scommesse e dei giochi pubblici equivale a 3 punti e mezzo di Pil. Nel 2009 la raccolta complessiva si è infatti attestata sui 54,4 miliardi di euro, con un aumento del 14,4% sul 2008. Vari i fattori che hanno determinato questo incremento: si va dal recupero di quote di gioco illegale al potenziamento della rete di vendita attuato nel corso dell'ultimo anno. Il trend positivo sta proseguendo anche nel 2010. A gennaio la raccolta à stata di 5.224 milioni di euro con un aumento del 15,5% rispetto al gennaio del 2009.
Dunque, un settore in piena luce quello che si presenta a Rimini Fiera dal 17 al 20 marzo per la 22esima edizione di ENADA PRIMAVERA, la manifestazione di SAPAR che la Spa riminese organizza col patrocinio di AAMS, il supporto di EUROMAT e la collaborazione di ASCOB, FIDART, ANESV, S.I.CON. ENADA è diventata leader sia in Italia, sia in Europa ed è un appuntamento irrinunciabile per gli operatori del comparto gaming e amusement.
Ma torniamo ai dati. Sempre lo scorso anno sono state registrate vincite per oltre 37 miliardi di euro. A guadagnarci è stato anche lo Stato, che ha incassato in imposte su giochi e scommesse a premio 8,8 miliardi, con un aumento del 13,7% su base annua.
Al primo posto per entità di scommesse troviamo gli apparecchi automatici da intrattenimento che rappresentano circa il 45% del totale dei giochi. Il comparto sta conoscendo progressivi ritmi di crescita da alcuni anni, in particolare dal 2003 quando i tradizionali videopoker sono stati sostituiti dalle New Slot Machines che, essendo ben regolamentate dalla legge, hanno anche consentito l'emersione di importanti quote di gioco illegale.
Discorso a parte per le scommesse sportive, che nel 2009 hanno sfiorato i 4 miliardi di euro di raccolta. In totale, infatti, gli appassionati hanno scommesso 3.989 milioni di euro, un +2,1% rispetto ai 3.908 milioni raccolti dal settore nel 2008. Una crescita molto contenuta rispetto al 2008, quando le scommesse sportive misero a segno un +50% rispetto ai 2.591 raccolti nel 2007.
E' andata decisamente meglio per le scommesse online che, con una raccolta di 1.207,6 milioni, hanno fatto segnare un +12,9% rispetto ai 1.069,7 milioni incassati nel 2008. Le scommesse su internet, nel 2009, sono state pari al 30,3% della raccolta totale.
Il 2009 è stato ancora un anno non positivo per il settore delle scommesse ippiche, che ha sviluppato un mercato di 1,981 miliardi di euro di raccolta rispetto ai 2,272 miliardi di euro del 2008 (-13%). Un analogo decremento hanno totalizzato le entrate di stretta competenza erariale, pari a 97 milioni di euro (-13% rispetto al 2008).
Stabili Gratta e Vinci e Lotterie Nazionali, che hanno registrato incassi per oltre 6,9 miliardi di euro. In grande ascesa invece il SuperEnalotto che ha assicurato 2,66 miliardi, ovvero l'82,3% in più del 2008.
Per quanto riguarda il mercato dell'automatico da intrattenimento, si contano quasi 350.000 apparecchi distribuiti in circa 100.000 esercizi pubblici e commerciali, sale giochi e negozi specializzati nella vendita di giochi pubblici. Le imprese di gestione associate a SAPAR sono circa 1.200.
Fonte: elaborazioni RiminiFiera su dati AAMS, AGIPRO, SAPAR
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L’Astigiano e il lavoro femminile
7 mar 2010 Notizie dai blog
ASTI - Anche nei dintorni dell’8 marzo si può parlare di donne e contribuire alla riflessione spostando il discorso dai rametti di mimosa all’ambito lavorativo, economico e della realizzazione umana e professionale.Discriminazioni in fase di accesso al lavoro o nel livello di retribuzione, licenziamenti per maternità, mancate concessioni di congedi per malattia dei figli o di part-time per lavoratrici con carichi familiari, mancate progressioni di carriera per le donne, lavori destinati a soli uomini o bandi di concorso che prevedono condizioni preferenziali e punteggi sproporzionati per quanti abbiano assolto il servizio militare: tutte queste situazioni sono ancora all’ordine del giorno. E c’è molta strada da fare ancora.
La Consigliera di Parità è una figura istituzionale che tutela la posizione lavorativa delle donne incidendo sulle situazioni che sono di ostacolo alla realizzazione della piena parità uomo-donna sul lavoro.
Ad Asti, il ruolo è ricoperto da Gloria Ruffa, nominata con decreto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero per le Pari Opportunità.
“I nuovi ingressi femminili sul mercato del lavoro - dice Gloria Ruffa -, essendo per la grande maggioranza a tempo determinato, non hanno tutele di nessun tipo. In tempo di crisi non è scontato dire “investiamo sulle donne”, ed è chiaro che non farlo sarebbe una scelta sbagliata, non solo per le donne ma per tutto il Paese. Le donne sono una risorsa che va spesa per uscire dalla crisi, rappresentano un capitale per le loro competenze e per quella particolare dote che è la dimensione della relazione. Dalla crisi si esce se si imboccano delle strade nuove. Trovo oggi più che mai necessario promuovere misure che incentivino il lavoro femminile. C’è stata in questi ultimi anni una grande stagione di riformismo delle donne: ora siamo nelle condizioni per costruire un piano di lavoro comune e condiviso, bisogna tornare a fare un forte gioco di squadra. Credo sia finita invece la stagione della rivendicazione dei diritti: ormai le donne sono forti e devono esercitare la loro responsabilità per se stesse e per il contesto sociale in cui sono e devono essere protagoniste”.
La Consigliera di Parità si occupa della promozione dell'occupazione femminile, attraverso la prevenzione e la lotta alle discriminazioni nell'accesso al lavoro e nei luoghi di lavoro. Ha una funzione di tutela da un lato, di promozione attiva dall'altro: ha compiti di controllo del rispetto della normativa antidiscriminatoria, rileva le discriminazioni di genere anche mediante l’intervento del servizio ispettivo di lavoro, promuove il coordinamento tra politiche del lavoro e formazione locali con gli indirizzi comunitari e nazionali in materia di pari opportunità anche mediante il collegamento con gli assessorati del lavoro e con gli organismi di pari opportunità degli enti locali. E’ legittimata a proporre ricorsi giudiziali anche in via di urgenza per tutti i casi di discriminazione diretta e indiretta davanti al tribunale, in funzione di giudice del lavoro, o al Tar.
“La mia attività quotidiana - spiega Ruffa - si svolge su situazioni diverse ma che potrei riassumere con richieste di informazioni sui congedi di maternità e paternità da parte di genitori lavoratori, richieste di aiuto su situazioni di violenza in ambito familiare e non da parte di donne, problemi legati a richieste di mobilità lavorativa in famiglie con figli con disabilità, richieste di aiuto per donne che non possono mantenere il posto di lavoro per ragioni di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, richieste di part-time che non vengono accettate dalle aziende perché non esiste una legge specifica. Spesso lavoro anche su interventi di formazione o di informazione, come relatrice in convegni o scuole secondarie e università".
A bilancio dell’attività dell’ultimo anno, Gloria Ruffa sottolinea: “Con i singoli mi sono trovata ad affrontare problematiche legate alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Con i consulenti del lavoro mi sono impegnata a fare informazione sulle possibilità di agevolazioni e sostegni per mantenere o potenziale i livelli di occupazione femminile. Con l’Università ho finanziato una ricerca sull’inclusione lavorativa e sociale delle assistenti familiari e con la Camera di Commercio di Asti e l’istituto “Quintino Sella” ho svolto un lavoro di indagine sulla responsabilità sociale delle aziende”.
Ma si può dire che esista una “questione femminile” nell’Astigiano? “Specialmente sui livelli di occupazione femminile - dice Ruffa -: stipendi molto più bassi di quelli degli uomini, tipologie di lavoro atipico penalizzanti, specialmente per giovani donne laureate, problemi a ricollocarsi sul mercato del lavoro in settori diversi dalla cura alla persona dopo una maternità. Diverse aziende che occupavano manodopera femminile (con bassa scolarità) sono ormai chiuse o in crisi, senza contare che esistono anche delle difficoltà per le donne ad accedere alla formazione, sia per problemi di conciliazione sia per le scarse risorse messe in campo".
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La Pinacoteca e Biblioteca “Camillo d’Errico”
5 mar 2010 Notizie dai blog
http://palazzesinelmondo.blogspot.com/Nei racconti di mare si narra spesso di naufraghi su isole deserte che affidavano, la propria richiesta di aiuto, ad un messaggio chiuso in una bottiglia e lanciato in quello stesso mare che aveva affondato la nave. La speranza, remota, era, che le correnti marine lo facessero giungere in mani amiche; quantomeno misericordiose. Lo scopo di questo messaggio, lanciato nel mare, molto più vasto di INTERNET, è uguale e si rivolge a tutti quegli uomini che non si rassegnano, per un senso elementare di giustizia, alla vergogna del sopruso e della violenza. La nostra speranza è che trovi approdo proprio in quelle coscienze!
"É mia assoluta volontà ancora che l'intero palazzo di mia attuale e costante abitazione, nel quale visse e mori il mio adorato e compianto genitore, e nel quale si contengono tanti preziosi dipinti, opera di celebrati pittori e tanti libri tutti da me acquistati, rimanga esclusivamente destinata per uso di Biblioteca e Pinacoteca nel modo come si troverà all’epoca del mio decesso. La Pinacoteca e la Biblioteca saranno in perpetuo alloggiate nel detto mio palazzo di abitazione come ora lo sono".
Con queste parole Camillo d'Errico destinava, con il suo testamento segreto, letto il 2 novembre 1897, due giorni dopo la sua morte, la più grande raccolta d’arte privata del Meridione: 298 tele del XVII e XVIII sec., 500 stampe dello stesso periodo, 8.000 volumi delle sua biblioteca (alcune serie uniche al mondo), più due palazzi prospicienti, alla collettività di questo paese. Camillo d'Errico fu uno dei più illuminati esponenti della sua famiglia, di nobili e antiche origini, proveniente da San Chirico nel Lagonegrese. Sindaco di Palazzo nel periodo postunitario, favorì il miglioramento delle condizioni di vita dei suoi concittadini con una serie di provvedimenti: introdusse l'illuminazione elettrica (uno dei primi comuni del Sud a esserne dotato); sistemò le strade; ampliò il cimitero; fondò una biblioteca comunale nel 1893.
Camillo d'Errico non fu, però, soltanto un brillante amministratore, ma è soprattutto un cultore dell'arte e del sapere. La grande raccolta dei dipinti da lui allestita si arricchiva di quadri provenienti sia dal Castello di Palazzo “Palatium Regium” sia da Napoli. La sua pinacoteca annovera tele tra cui opere della scuola napoletana di Salvator Rosa, Massimo Stanzioni, Luca Giordano, Micco Spadaro; della scuola romana di Guido Reni, Carlo Dolci, Carlo Maratta; della scuola bolognese del Guercino e i fratelli Agostino e Annibale Caracci; della scuola fiamminga di Antonio Van Dick, Pieter Brueghel il Vecchio, Pieter Snayers; della scuola spagnola di Diego Rodriguez de Silva y Velásquez e josé de Ribera detto lo Spagnoletto. Non mancano, infine, dipinti delle scuole francese e tedesca. La biblioteca contiene circa 8.000 volumi, fra cui stampe e cronache antiche, testi letterari, giuridici e storici, appunti sulla storia delle chiese presi e mai utilizzati; le carte di famiglia ordinate in un archivio ricchissimo, depauperato, però, dal tempo, dall'incuria e dai numerosi trasferimenti del materiale.
In ossequio a quella illuminata volontà e seguendone le disposizioni, l’allora Governo Italiano, con Regio Decreto n. 963 del 19 luglio 1914, provvedeva all’istituzione dell’Ente Morale “Biblioteca e Pinacoteca Camillo d’Errico”. Il successivo Decreto, n. 1926 del 16 dicembre 1915, ne approvava lo Statuto. Atto, quest’ultimo, che affida la gestione dell’Ente Morale ad un Consiglio di Amministrazione, presieduto dal Sindaco di questo Comune. Il 1939, adducendo ragioni di sicurezza, con legge n.1082 del 13 luglio 1939 cui seguiva Regolamento di esecuzione (R.D. 2 ottobre 1940, n.1588) l’allora Ministero dell’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, disponeva lo spostamento dell’ingente patrimonio nella città di Matera. Questo quanto risulta dagli atti ufficiali. Esaminando però il numeroso carteggio, all’epoca intercorso tra i protagonisti della vicenda, la questione assume ben altro aspetto. Si trattò, in effetti, di un piacere reso dal Governo dell’epoca, ai gerarchi lucani: non avendo mezzi finanziari per mandare il chinino alla città di Matera dove, come riferisce in Cristo si è fermato ad Eboli, un certo Carlo Levi, turista lì non certo per caso, i bambini morivano come mosche a causa della malaria, gli inviarono i quadri ed i libri della raccolta d’Errico. Poggia su queste nobili premesse l’aspirazione della città di Matera a porsi come città d’arte e di cultura: bambini mai diventati uomini e uomini ancora oggi violati nei lori diritti inalienabili, (chissà cosa ne penserebbe l’UNESCO?).
Poiché tuttavia si tratta di una legge, la 1082/39, chiaramente in violazione del diritto testamentario, inviolabile nei paesi civili, più volte, nel dopoguerra, si fu vicini al ritorno della Pinacoteca nella sua sede naturale: qui a Palazzo San Gervasio, in Corso Manfredi, dove la volle Camillo d’Errico. Il 1958 l’allora Ministro proibiva al direttore del Ridola, museo materano di esporre i quadri della raccolta, perché dovevano ritornare a Palazzo S.G., il 1975 il Ministero finanziava addirittura il restauro della sede della Pinacoteca. Non se ne fece mai niente da un lato per l’opposizione della città di Matera, un suo Sindaco, tal Pasquale Lamacchia giunse a minacciare barricate, dall’altro per l’atteggiamento politicamente compiacente, quando non complice, di molti amministratori locali che, sull’apparente disinteresse per la questione, costruivano le loro fortune politiche e personali. Finalmente, in un momento di debolezza della politica, l’allora Amministrazione Comunale, il 1996, messe da parte le petizioni e le invocazioni sterili, fece le due uniche cose sensate e concrete da farsi per risolvere il problema. Per prima, cercò, una soluzione di diritto alla controversia, rivolgendosi al Tribunale, poi di dare una sistemazione decorosa alla sede della Pinacoteca, restaurandola.
Infatti mentre la sede della Pinacoteca è stata restaurata sin dal 1999, grazie ad un finanziamento frutto di un avanzo di bilancio realizzato il 1997 ed a un progetto esecutivo approvato lo stesso anno, positivo è stato il giudizio dinanzi al Tribunale Civile di Potenza, con sentenza 121/06, il Giudice dott. Giuseppe LO SARDO, operante nella qualità di Giudice Unico, ha emesso la seguente sentenza nella causa iscritta al n.1423/97 R.G., avente ad oggetto la rivendicazione di universalità mobiliare e vertente Tra la “BIBLIOTECA E PINACOTECA CAMILLO d’ERRICO”, ed il MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI, con sede in Roma. Al P.Q.M. il Tribunale di Potenza Condanna il Ministero dei Beni e delle Attività culturali alla restituzione della Biblioteca Pinacoteca “Camillo d’Errico” in favore dell’Ente Morale Camillo d’Errico.;
Dopo sessant’anni di controversie GIUSTIZIA E’ STATA FATTA.
Oggi presso il palazzo d’Errico sono in atto dei lavori di miglioramento, poiché il 2004 la Soprintendenza di Potenza ha inteso adeguare la sede museale palazzese, con un impianto di climatizzazione adatto al mantenimento climatico dei locali che custodiranno le pregiate opere. Detto lavoro verrà concluso dopo un ritardo tecnico di quasi un’ anno e mezzo entro giugno 2008 come assicurato dal direttore dei lavori.
Il 05 marzo 2008 l’Ente Morale Camillo d’Errico è stata accolta ufficialmente nella fondazione Euro mediterranea Anna Lindh per il “Dialogo tra le Culture”, con sede nelle Biblioteche Alessandrine in Egitto. Questo primo grande riconoscimento da lustro non solo a Palazzo San Gervasio ma a tutta la regione Basilicata, il nuovo consiglio d’amministrazione dell’ente morale apre le porte non solo all’Italia, ma a tutto il bacino euro mediterraneo per far visionare il proprio patrimonio artistico nel circuito culturale europeo.
E’ Notizia del 10 marzo 2008 che tre consiglieri Regionali della Basilicata, Rocco Vita, Marcello Pittella e Franco Mollica Hanno depositato in consiglio Regionale un progetto di Legge sulle Norme per la valorizzazione della Biblioteca Pinacoteca Camillo d’Errico.
Ora Palazzo San Gervasio attende che la Regione Basilicata riconosca il valore della collezione d’Errico finanziando il P.d.L. suddetto per far si che finalmente le volontà del Cavalier Camillo d’Errico sia esaudite.
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La Tv arriva via Web con Yahoo!
5 mar 2010 Notizie dai blog
La TV via Web sarebbe comodissima se non fosse per il fatto di doverla guardare seduti davanti al computer. Ma da oggi Yahoo offre un nuovo servizio dal nome Connected TV puntando direttamente alla comodità nel salotto della propria casa. Con il servizio Connected TV Yahoo porta tutto il meglio di Internet direttamente sul televisore di casa, per navigare usando semplicemente il telecomando.
Connected TV si integra pienamente con i classici programmi televisivi, aprendo le piccole finestre dei widget in modo efficiente e veloce, consentendo a chiunque di poter interagire con Internet mentre si guarda film o trasmissioni varie.
I widget TV funzionano attualmente sui televisori Samsung che sono dotati di tecnologia Internet@TV e naturalmente di porta Ethernet per il collegamento alla rete. Intanto Yahoo stipula l’accordo con Microsoft dopo la sfida tra Microsoft e Google per il predominio dei mercati dei motori di ricerca.
L’accordo prevede che a Microsoft toccherà fornire la tecnologia di ricerca sia a Google che a Yahoo, mentre a Yahoo toccherà gestire le inserzioni pubblicitarie. Questa è l’unica tecnologia che verrà condivisa totalmente, anche se l’impressione è che lo storico motore di ricerca sia a favore di Bing, il nuovo motore di ricerca della Microsoft, pure di togliere Google dalla posizione dominante. Ora non ci resta che aspettare e vedere chi la spunterà tra Google e Yahoo, che si faranno concorrenza rispettando i patti stabiliti!
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Internet candidato al Nobel per la Pace 2010
5 mar 2010 Notizie dai blog
Questa è uno di quelle battaglie per la quale ogni giorno, comuni mortali si danno da fare con ostinazione perchè credono in quello che fanno. La vicenda nasce da menti italiane (chi è che dice che noi italiani non siamo buoni a nulla?) e che vede Internet (si proprio lo strumento con cui stai leggendo questo articolo) candidato al premio nobel per la pace 2010. A supportare questa grande iniziativa, le redazioni di Wired Italia, Wired USA e Wired UK.
Cosa c'entra Internet con la Pace?
Molto, tantissimo, troppo. Internet non è solo una serie di computer collegati fra loro ma è molto, molto di più. E' lo strumento di comunicazione più potente mai creato dall'uomo. Con internet è possibile superare qualsiasi barriera culturale e territoriale. Internet è sapere. Internet è democrazia. Internet, è libertà di espressione. Internet è Internet! Pensate che proprio in questo istante, centinaia di milioni di persone stanno comunicando utilizzando la rete. C'è chi aggiorna il proprio status su facebook, chi svolge la propria attività, chi parla con parenti locati dall'altra parte del globo, chi studia con internet e accresce la propria cultura.
Prima di lasciarvi continuare la lettura di questo articolo, inserisco il "divertente" manifesto creato da Armando Testa e pubblicato sul Numero 13 di Marzo 2010 di Wired Italia da me ritagliato, scansionato e caricato su Internet (oltre che affisso in bella vista nella mia stanza). Cliccando sull'immagine, potrete ingrandirla e salvarla sul vostro computer.
Così il Direttore di Wired Italia Riccardo Luna commenta Internet for Peace:
"Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l'odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l'ultimo esempio di come Internet possa divenire un'arma di speranza globale".
Non ci resta che attendere ulteriori riscontri dalla candidatura di Internet come Nobel per la Pace. Il 1 Febbraio il segretario permanente del Nerwegian Committee ha visionato e validato la domanda. Oltre 200 i candidati, fra questi ci siamo anche Noi, la rete. Attendiamo prima delle calde giornati estive una shortlist dei candidati e ad inizio Ottobre, VOGLIAMO il nome di Internet stampato sulle prime pagine di tutti i giornali, Internet vincitore del premio Nobel per la pace.
Adesso anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo che voi possiate dire la vostra. Vogliamo far tremare il web, uniti per una giusta causa. C'è chi tenta di mettere il bavaglio ad Internet, ma ogni tentativo deve essere distrutto. Internet è libero e così vogliamo rimanga.
Se possiedi un blog o sei iscritto a Social Network (come Facebook e Twitter), condividi questo post, partecipa anche tu alla candidatura di Internet al premio Nobel. Ogni piccolo contributo è un passo in avanti verso un grande obiettivo.
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